Aspettative ragionevoli per i primi 40 giorni dopo il parto

Aggiornamento: set 14

Eccolo qua, è nato il tuo bambino… E ora???


Ora ha poche ore di vita, sta prendendo il colostro facendo circa dodici poppate nelle 24 ore, e fra una poppata e l’altra hai cercato di mangiare, lavarti e dormire.


Superati i primi giorni, se l’allattamento sarà ben avviato, non prenderà più il colostro ma il latte e per alcune settimane ancora le poppate saranno 8-12 nelle 24 ore…


E tu avevi previsto di dedicare pure del tempo alle visite di cortesia?


Quando incontro dei genitori in attesa, dico loro che le priorità in #puerperioi primi 40 giorni dopo il parto – saranno:

  • riprendersi dal #parto sia fisicamente che emotivamente: le lochiazioni (le perdite ematiche che si presentano in seguito all'espulsione della placenta) possono durare anche 40 giorni, l’accudimento di un neonato richiede molto tempo, anche se e quando ci si trova a dover usare il latte artificiale perché ci sono state delle difficoltà con l'allattamento, e riposarsi non è un lusso dopo un parto…

  • iniziare a creare un legame (#bonding) forte e sicuro con il bambino: la relazione che il bambino instaura con la mamma (o in generale con una figura di riferimento) nei primi anni di vita e che influenzerà in seguito il suo modo di interagire con il mondo (Nota: il bonding non è assolutamente influenzato dal tipo di allattamento, al seno o con sostituti del latte materno)


Per cui, le aspettative massime per questo periodo potranno essere:

  • la cura del bambino: #allattamento, cambio pannolini, eventuali cure mediche

  • il bonding con il bambino: conoscerlo, conoscersi reciprocamente, e iniziare a costruire con lui un legame sicuro

  • soddisfare i tre #bisogni primari della mamma: mangiare, riposare, lavarsi


Perché una mamma non può essere di aiuto per il suo bambino se non vede soddisfatti almeno i suoi bisogni primari.


Facendo un conto anche approssimativo, ti accorgerai che già tutto questo occuperà gran parte delle tue giornate…


Ecco perché ogni aspettativa in più non potrà che metterti in #difficoltà e aumenterà i rischi di burn-out.


Ad esempio:

  • visite di piacere o di cortesia

  • occuparti dei pasti e delle pulizie

  • accudire da sola altri bambini

  • portare fuori il cane

  • riprendere anche parzialmente un'attività lavorativa (penso alle mamme freelance o alle mamme commercianti...)

  • ecc.

Sembra impossibile rinunciare a tutto questo, anche per pochi giorni?


In realtà, più sarai preparata, più avrai le risorse per goderti pienamente i primi giorni con il tuo bambino, e così come ti stai preparando per il parto, pensa anche a prepararti per l'immediato post-parto!


Che cosa ne pensi? Hai delle aspettative per i primi 40 giorni di post-parto che vanno (ben) oltre la cura del bambino, il bonding con lui, e la soddisfazione dei tuoi bisogni primari? Hai vissuto un puerperio meraviglioso e vuoi condividere la tua esperienza??

Lascia un commento: domande, esperienze e feedback sono importanti per me e anche per le mamme in cerca di consigli!



Non mi conosci?


Mi sono formata come doula presso l’Associazione Eco Mondo Doula nel 2008, ottenendo poi la certificazione di professional post-partum support con Joy in Birthing & Bumi Sehat nel 2015 e quella di Newborn Mothers Postpartum Professional con Newborn Mothers Australia nel 2018. Sono anche peer counselor in allattamento, avendo seguito il corso base secondo il modello OMS UNICEF presso il Circolo Primo Respiro nel 2016. Ho seguito poi anche il corso avanzato presso l’Associazione Voci di Nascita nel 2017, e un ulteriore corso, in allattamento dei gemelli, a inizio 2021. ​ La doula è unə professionista operante nel settore del sostegno alla maternità e offre il suo sostegno emotivo, pratico e informativo alle donne e coppie durante la gravidanza e il post-parto. Non si sostituisce all'ostetrica, non possiede alcuna formazione medica, e quindi non effettua alcuna valutazione medica né applica alcuna procedura medica e non considera, non tratta e non si pone come obiettivo la risoluzione di patologie e sintomi che sono di stretta pertinenza medica/sanitaria, non considera il proprio intervento sostitutivo a quello del medico, non fornisce ai riceventi prescrizioni farmacologiche o terapeutiche similari (preparazioni erboristiche, omeopatiche, ecc.). Nella mia pratica come doula e peer counselor in allattamento mi avvalgo della collaborazione con le consulenti professionali in allattamento presenti sul territorio ogni volta che lo ritengo necessario per la buona prosecuzione dell'allattamento delle mie clienti. ​

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